Su Civati e su Renzi

22:28

Allora mettiamo le cose in chiaro prima di partire così poi non ci sono dubbi, tra i due sicuramente preferisco Civati, quindi quello che (forse) avrete la voglia di leggere nelle prossime righe porebbe essere viziato da questa mia parzialità di fondo, a voi guidicare.

Quello che ha fatto notizia in questi giorni è stato il "Big Bang" di Renzi, nel senso che è stato, da quanto ho avuto modo di vedere, quello che su tutti ha ricevuto maggiore investitutra mediatica. In rete e fuori da essa.
Più de "Il nostro tempo" di Civati, che ha avuto un buon seguito in rete, ma sugli altri media la presenza mi è sembrata più marginale, sicuramente più marginale del Big Bang.
Più dei Trenta-Quarantenni (il nome non si può sentire, scusatemi eh) che hanno avuto un seguito modesto dentro e fuori la rete.

Ecco partiamo proprio da qui, dalla popolarità di Renzi.
Se la memoria non mi inganna ambedue sono saliti alla ribalta l'anno scorso, con la prima Leopolda (anzi, Prossima Fermata Firenze) organizzata assieme, il loro battesimo come "rottamatori".
Da lì uno ha proseguito il suo impegno di sindaco, l'altro quello di consigliere regionale.
L'uno nel frattempo è uscito con qualche sparata non proprio convincente (ma magari questo è un limite mio) su lavoratori, ricevimenti ad Arcore, e idee un pò originali sull'acqua, così da beccarsi l'etichetta anche di "ala destra del partito".
L'altro invece organizzava e partecipava ad un altro po' di "fermate" del treno di Prossima Italia, proseguendo un lavoro di sobbilatore per alcuni o di responsabilità per altri.

Insomma ambedue si sono dati da fare a modo loro, tuttavia la scena in questi giorni è quasi tutta per Renzi, che per qualche motivo risulta agli addetti ai lavori molto più telegenico che Civati.
Molto probabilmente è dovuto al fatto che Renzi "scalcia" molto più di Civati, il quale sembra più interessato a riempire, finalmente, questo Partito Democratico con un po' di idee, entusiasmo e buona politica più che a guidarlo.
Un Civati che a differenza di Renzi, il quale ha preso la sua strada in solitaria, sembra alla ricerca di compagni di viaggio, come dimostra a mio avviso la scelta di organizzare "Il nostro tempo" assieme a Debora Serrachiani ed i molti volti nuovi che cerca di mettere in luce quando può.

Renzi insomma ha una notorietà maggiore di quella di Civati nella misura in cui Civati ha un seguito più nutrito ed organico di quello di Renzi.

Renzi inoltre dimostra, attraverso il suo atteggiamento, di mal digerire l'idea di dover dividere il palco con qualcun altro ed a mio parere è questo ad avergli fatto guadagnare la similitudine con Berlusconi, unito ad una maniera di trattare gli argomenti un po' superficiale a mio avviso.
Capacità dialettica che non è nemmeno comparabile con quella di Civati, per quello che ho avuto modo di sentire. Quest'ultimo ha intanto una capacità di schivare le critiche, scherzandoci sopra ma senza abbassarsi allo stesso livello, che lascia trasparire tutta la sua classe. Inoltre la visione politica che si spinge al dilà del proprio naso e la voglia di costruire qualcosa di grande, cosa che manca nella maggioranza degli altri personaggi politici, unita all'umiltà che ha dimostrando presentandosi come normale spettatore alla Leopolda di Renzi lo rende ai miei occhi decisamente più meritevole di stima ed attenzione.

Ultimo punto che vorrei affrontare è quello dei programmi, Civati a Bologna ha portato delle proposte concrete, dettagliate ed articolate. Certo erano solo una parte, meno sicuramente delle 100 proposte di Renzi ma indubbiamente più mature.
Era la testimonianza di un percorso che è partito un anno fa dalla stessa stazione di Firenze, ma che per uno ha significato l'inizio di un cammino, per l'altro è stato una cosa fine a se stessa, tanto da farsi trovare, un anno dopo, ancora fermo lì.

Con tutto questo cosa voglio dire? Voglio forse demonizzare Renzi o fargli fare la figura dell'asino come suggerisce qualcuno? No.
Solo vorrei mettere in guardia le molte persone che in questi concitati momenti stanno incensando Matteo Renzi come nuovo salvatore dell'Italia (persone che, fra l'altro, stimo molto sia chiaro) e dire che io, per i punti che ho elencato sopra non ritengo Renzi adatto alla guida del PD e dell'Italia (perchè parliamoci chiaro, il PD deve guidare l'Italia ora) ed ho il serio timore che possa trasformarsi in un novello Berlusconi di sinistra.
E si, l'avete capito, se proprio devo esprimere una preferenza per questo ruolo la mia và a Civati, proprio perchè fino ad ora lui è stato uno dei pochi a non lanciarsi nel gioco delle candidature, proprio perchè finora lui non ha mai fatto trasparire di essere interessato a tale ruolo.
Per questo sono sicuro che se fosse investito di un tale onore e responsabilità userebbe il massimo riguardo verso di essi.

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