Ed il buon anno dove lo mettiamo?
17:31Dico io, dopo essermi abbassato a fare gli auguri di natale su di un blog potevo evitare di uniformarmi ulteriormente mettendo anche quelli di buon anno? Certo che potevo farlo ma tuttavia io gli auguri li faccio lo stesso
Per correttezza l'immagine viene da qui ma mi sembrava troppo geniale per non diffonderla.
Devo dire che questo post lo scrivo con un obbiettivo più recondito che il banale farvi gli auguri, che diciamolo, altrimenti non mi sarei preso tutto sto disturbo, in realtà questo capodanno mi ha fatto pensare. L'ho passato con alcuni amici di Torreglia con i quali non ci vedevamo da un el pò di tempo, ho ripreso ad uscire con loro (se così si può dire) da un pò di tempo, e si era optato per un capodanno in una "Villa vicino Vicenza" della quale onestamente non ricordo il nome. Io non è che fossi esaltato dalla prospettiva perchè non è propriamente il mio genere, ma ho accettato, per buttarmi e provare, non me ne fragava molto del dove, ma più che altro con chi.
Le sorprese non sono tardate ad arrivare. Effettivamente era una villa, il punto è che a noi ci han messo nelle vecchie stalle. Poi mi ha...come dire...divertito? Forse, il vedere quei truzzetti tutti impettiti all'ingersso, tipo pavoni che fan la ruota, per entrare il quella stalla, perchè fa figo, non vanno a pensare "cazzo ma dove siamo finiti?" ma anzi si accalcano tutti all'ingresso come animali, sgomitando per poter entrare, per essere ammessi fra gli altri, svelando immediatamente la grettezza che si nasconde sotto bei vestiti e tanto trucco.
Inoltre dentro si è palesato quello che da fuori si poteva intuire: stalle erano e stalle son rimaste, con seicento persone circa ammassate dentro con i loro bei portafogli da mungere. Per qualcuno questo è stato davvero un gran bel inizio dell'anno. Da fregarsi le mani.
Io non sono un barista nè altro, ma sono nato fra camerieri e cuochi in famiglia, e quelle robe che servivano erano state allungate e corrette ad arte. Ad arte nel senso con il massimo riparmio.
Poi la barbarie continuava, con quei pavoni di poco prima che oramai accaldati e provati dalla lotta primordiale per avvicinarsi al bar, dove ancora una volta vigeva la tacita, antica, legge del più forte, si demoralizzavano e gettevano finalmente del tutto la maschera togliendo la scarpe coi tacchi troppo esagerati, gettando i giubotti per terra in un angolo e sedendosi in quel pavimento che, è inutile dirlo, non aveva certo un aria invitante.
La cosa ironica in tutto questo è che tre quarti di quelli fuori da lì non avrebbero mai accettato di sedersi in un pavimento del genere, specialmente col tanto sospirato vestito dell'ultimo, o gettare per terra i giubotto da uno stipendio e mezzo. Stipendio del genitore ovviamente, non si mai!
Sono così buffi, la contraddizione di loro stessi.
La parte piacevole invece della serata è stata che in totale ho reincontrato tantisssima gente che non vedevo più da tempo, uscita dalla mia vita, ma la cosa che mi ha fatto più piacere è che sembravan davvero contenti di vedermi, almeno la maggior parte di loro, ed è una cosa che mai avrei pensato. Io oramai li avevo bollati come "nemici" pensavo mi considerasserlo il loro giullare, più o meno, invece sembra che abbia sbagliato un pò di calcoli. sì forse molti sono più vicini a quelli che siedono per terra mezzi distrutti alle feste che alle mie idee, più consoceti che amici veri e propri, ma mi ha fatto comunque piacere. Sono contento una volta tanto di avere sbagliato calcoli.
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