Ignorante e cosciente di esserlo
19:22I rimorsi della mia coscenza mi imponevano di scrivere quantomeno un post sui referendum per ripagare del fatto che non ho cercato di convincere parenti ed amici ad andare a votare, come avrei dovuto (si lo so, è clicktivism).
E per scrivere un post, beh prima bisogna documentarsi, ed allora giù a leggere articoli su sti benedetti referendum (anche perchè sul web non si parla d'altro) ed ecco che iniziano i problemi.
Per capirci, ero sempre stato convinto che per formarsi un opinione bastasse andare alla fonte, capire l'argomento e magari farsi aiutare dalle considerazioni di qualcuno più edotto in materia, per farsi un quadro della situazione e decidere secondo le proprie opinioni. Ed in questo internet è perfetta. Insomma sono ignorante e cosciente di esserlo, ma finora ero sempre riuscito a conviverci abbastanza bene con la cosa.
Solo che inizi a leggere in giro e trovi di tutto. Prima Renzi che dice che vota no, però vabbè lo si può mettere dentro la variabile impazzita, come figura calza. Poi trovi che il nucleare sembra meno caro del solare. E qui iniziano ad essere problemi, rischia di venire giù il palco.
Beh sono opinioni loro no? vai alla fonte e fattene una tua no? l'hai appena detto!
Si certo, ma ignorante come sono non posso leggere i dati nudi e crudi, mi serve qualcuno che li legga e li interpreti.
Cortocircuito, di chi mi fido, come faccio a decidere?
Insomma, ci sono un pacco grande sempre di interpretazioni da dare.
Poi, mentre ancora la tua mente cerca di mettere ordine alle cose e la retta via latita, ti arriva tra capo e collo la mazzata.
Non mazzata perchè grido alla congiuria, allo scandalo, il problema è un altro.
Vero? Falso? Chi ha ragione? Allora tutto è lecito, chiunque può dire qualsiasi cosa? Come posso io districarmi fra il politichese? Come posso io venirne fuori dai tecnicismi di atomi e radiazioni solari?
Ti sale in bocca l'amaro sapore della rabbia, l'unico pensiero che come un esplosione occupa la tua mente spazzando via tutti i ragionamenti che stavi costruendo è un colossale, cubitale e gigantesco vaffanculo.
E'la frustrazione del sapere di essere stato tradito, tradito da chi avevi chiamato a rappresentarti, da chi vuole travisare la tua intenzione di voto mascherandola con i giri di parole, ti senti impotente, ti pare che i tuoi sforzi cadranno nel vuoto.
Tradito dallo Stato, che tu pensavi servisse a proteggerti dalla tua stessa ignoranza, e che invece cerca di colpirti alle spalle.
Però almeno una cosa l'ho capita, e per caso l'ho trovata riassunta perfettamente in questa frase
[...] non esistono le verità assolute, anche se riposarsi in esse è assai più comodo che non oscillare sul bordo di una perenne ricerca. [...]
che non è che non lo sapessi, lo sapevo già (tanto per restare in tema di citazioni)
La giustizia di cui si è certi è in realtà il male.
Affinchè la giustizia possa essere vera giustizia
è necessario continuare a dubitare della validità
della propria
(Come recita il numero 44 di Bleach. E a chi dice che è solo un fumetto dico: leggetelo.)
era un mantra che mi ripetevo sempre ma era un mantra appunto, una certezza.
Quindi non aveva la stessa forza. Ho capito cosa significa oscillare sul bordo, che sarebbe bello sostenere a testa bassa il proprio credo, ma non è questo che voglio, non avrebbe senso, non sarebbe giusto.
Detto questo non lo so ancora cosa farò quando avrò le quattro schede in mano (perchè sull'andarci a votare non ho mai avuto dubbi, ma qui la ricerca l'ho fatta eccome) ma a ripensarci on sono mai stato uno che programma tanto le cose quindi alla fine la cosa non mi spaventa.
Davide.
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