Cose che già si sapevano

18:56

Oggi c'era un bell'articolo sul Post, forse un pò troppo lungo e complesso, tuttavia molto interessante.

Mi ha fatto riflettere perchè, specialmente nella parte iniziale, cerca di fare il punto sul fallimento da parte dell'Occidente, nella capacità di creare dal nulla uno stato ispirato ai principi e valori a cui si rifanno le democrazie occidentali. Il giornalista prende come punto di partenza il Kosovo, ma i parallelismi sono facili da fare, ed alcuni li usa lui stesso.
Il passaggio che mi ha fatto scattare la domanda è stato il seguente:

Un territorio grande come l’Abruzzo, una popolazione di soli due milioni di abitanti, una profusione di soldati occidentali (in proporzione, 50 volte più che in Afghanistan), di polizia e di civili altamente qualificati: vi erano teoricamente tutte le condizioni per creare, in corpore vili, qualcosa di nuovo e duraturo.

Mi sono chiesto, ma cosa serve, allora, per fare una democrazia?

Voglio dire, non basta dare a tutti i diritti fondamentali, quelli che una volta ci insegnavano a scuola? Ovvio poi vanno fatti rispettare ma in teoria dando a tutti dignità e la possibilità di espirmere se stessi si dovrebbe scatenare un circolo virtuoso che fa crescere la democrazia.

In realtà abbiamo visto tutti che i vari tentativi di "esportare la democrazia" dell'occidente si sono risolti con sostanziali grandi fiaschi.

Intanto una cosa a cui non avevamo pensato, quando intervieni con la forza per sostituire il sistema che c'era prima con un altro finisce sempre che si rompe tutto, e le schegge finiscono per volare in tutte le direzioni, quindi serve un collante nuovo, perchè quello che c'era prima non è più utilizzabile, abbastanza forte per tenerle assieme.

Poi si deve fare pulizia, nel senso che va smantellato tutto quello di vecchio che c'era che cozza con i concetti nuovi, democratici (nel senso largo che siamo soliti usare), che vogliamo importare. E questo è difficile perchè ci sono due elementi sempre presenti e fortissimi, il denaro ed il potere. Chi li possedeva prima non accetta di vederseli togliere o ridimensionare.

Ma non basta, c'è l'ultimo punto, quello fondamentale e che in qualche modo inclusivo dei due precedenti.
Istruzione. Tanta, di alta qualità, gratuita, libera da blocchi, censure o strumentalizzazioni.

Perchè un istruzione, una cultura, ti aiutano a vedere al dilà di barriere religiose o razziali, ti aiuta a coltivare l'aspettativa di un futuro migliore, ti da modo di costruire un identità comune, di difenderti da regimi e censure.
Perchè è questa che ha portato noi occidentali a sviluppare la democrazia, non ci è cascata fra capo e collo da un giorno all'altro, sono stati secoli di storia e di cultura che pian piano andava sedimentandosi fino a divenire diritti che ci siamo abituati a dare per scontati.
E se non credete che possa essere stato un insieme di fattori più o meno casuali a decidere della nostra storia, ad averci fatto arrivare dove ora siamo vi consiglio la lettura di un libro, "Armi, acciaio e malattie" di Jared Diamond, magari difficile da digerire ma molto istruttivo.

In conclusione?
In conclusione ci sarebbero molti altri aspetti da approfondire e considerare, ed io in fondo non ho nessun titolo per potermi mettere a dare lezioni sull'argomento, ma penso che se dico che con più scuole ci sarebbe bisogno di meno bombe dico una cosa forse scontata ma decisamente giusta.

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