Giù il cappello
19:06Come al solito sono fuori tema/tempo, ma oramai ci sto facendo il callo. Ho letto recentemente un articolo sulla Norvegia, e volevo tornare sull'argomento.
In realtà parla di cose che bene o male già ci aspettavamo, per il sentito dire, l'amico dell'amico. Ma avere una fonte, un racconto dettagliato ti lascia stupito.
Non tanto i piccoli esempi che sono citati (i teatri per i bambini, la lettera di scuse e la vacanza pagata per i lavori stradali, la flessibilità dell'orario di lavoro) ma il quadro generale.
In Norvegia la maggioranza delle persone pensa al bene comune e non al proprio interesse personale.
I sindacati che si siedono davanti ad un tavolo con datori di lavoro e forze politiche per cercare di tirarne fuori qualcosa di buono.
Il sistema pensionistico che "Guai a toccarlo, servirà per quando finsce il petrolio!".
I partiti anche di schieramento differente che cooperano fra loro.
L'idea che le mazzette siano sbagliate, anche se fanno comodo, che le regole si rispettano a prescindere, non perchè c'è qualcuno che ti controlla.
Sembra incredibile, accorgersi che tutto quello di bello che sognavi per la tua bistrattata Italia non è un utopia ma esiste davvero è qualcosa che può far prendere un crepacuore a tutti i sognatori del Belpaese.
E la prima cosa che forse uno pensa qual'è? Andiamci anche noi, tuffiamoci. Chi ce lo fa fare di restare qui?
Troppo facile. Nulla contro chi parte, ognuno ha i propri problemi e le prorpie idee, tuttavia fuggire per quanto mi riguarda non è la soluzione, io non voglio andare via da questo Paese per poter fruire di queste cose, perchè io credo che queste cose debbano essere dovute a tutti e non un privilegio per pochi. Quindi io voglio restare, per portare tutte queste cose anche qui, nella nostra Italia.
Poi la conclusione dell'articolo, e sopratutto le parole di quel norvegese, erano proprio quelle che stavo aspettando di sentire.
Che certo, hanno pagato un prezzo terribile per avere tutto questo, un prezzo in vite umane è un prezzo che nessuno vorrebbe pagare, specie se giovani, specie se il conto arriva con tale preciso e calcolato odio.
Ma loro ora hanno una possibilità ed una responsabilità enorme davanti, possono mostrare al mondo che non si deve per forza rispondere alla morte con altra morte, che si può rispondere alla violenza con ancora più libertà, più democrazia e che c'è infinitamente più coraggio a dichiarare questo che a prendere un fucile in mano e sparare.
Possono farlo e lo stanno facendo, con i discorsi di un primo ministro che dice cose meravigliose, come che "la miglior vendetta è una maggior democrazia", con un sistema carcerario che non si limita a chiuderti nella cella e buttare la chiave ma ha la forza di prenderti per mano e dirti dove hai sbagliato, con un popolo che invece di marciare in guerra è sfilato per le strade con le rose in mano.
Ci stanno mostrando un Grande Paese, un mondo diverso, migliore, ci stanno mostrando la forza delle idee, delle proprie convinzioni.
Alla faccia degli squali che famelici avevano già fiutato lo scorrere del sangue. Grazie di tutto questo, Norvegia.
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