Per quelli che aspettano...

21:06

Consiglio personale per tutti i vari commentatori politici (improvvisati per l'occasione o meno) che il giorno prima del discorso a Camera e Senato di Berlusconi sembrava che si fosse davanti alla svolta del secolo, la fine della Seconda Repubblica, che Berlusconi sarebbe andato alla Camera ad abbassare le braghe, che era al capolinea, e via discorrendo.

Evitate.

Non lo dico con rabbia o senso di superiorità (della serie "ve l'avevo detto io!") ma con semplice fastidio.
Invece di intossicarci con i vostri sproloqui che monopolizzano siti di informazione, telegiornali e carta stampata dedicateci la paginetta che merita, non dico di no, ma facendo in modo che se uno vuole gira pagina o canale e legge o sente qualcosa che magari gli interessa pure e non che debba essere costretto a spegnere l'apparecchio, buttare il giornale o chiudere il browser.

E poi sinceramente, davvero ci credavate che arrivasse anche solo a paventare la possibilità di un passo indietro? Lui?

Ecco colgo l'occasione per avvertire anche i vari Casini, Bersani, Di Pietro.
Potete continuare a chiederglielo quante volte volete di farsi indietro, di dimettersi, ma spero abbiate capito che fino a che continuate a chiederglielo per favore quello, ben che vada, vi ride in faccia. E ad essere sincero non ha nemmeno tutti i torti. Chi lo costringe, voi? Il bene dell'Italia?
Quando mai ha agito per il bene dell'Italia (intera s'intende, non di questa o quella cricca)?
Volete decidervi a mettergli paura? Voglio vedere Berlusconi con la paura addosso, voglio leggere nei suoi occhi il terrore di chi sa che di lì a poco non potrà più bulleggiarsi per i corridoi di Palazzo Chigi ma sarà in mezzo ad una strada.
Voglio vedervi fare muro contro muro, a fargli pesare e rimpiangere ogni leggina a persona, azienda o qualsiasi altra cosa a lui riconducibile, a riempire il vuoto di un Governo che fa tutto meno che governare, a tornare nelle piazze piene di studenti, disoccupati, precari, sindacalisti, terremotati, spazzaturati, immigrati, trapanati e quant'altro?

Ma forse il problema è proprio quello, che non siete un opposizione ma un armata Brancaleone, che siete frammentati all'interno del vostro stesso partito, figuriamoci fra i vari partiti.

Quando la smetterete, finalmente, di dare la caccia agli elettori dell'altra metà dello schieramento con roccambolesche dichiarazioni e spericolate arrampicate su perpendicolari e lucidi specchi come se quelli fossero gli unici aventi diritto di voto, quando vi ricordere che ci siamo anche noi, veniteci a trovare.

Saremo fuori, nelle piazze, dove siamo stati sempre più spesso e sempre più soli, ultimamente.

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